La mattina del 5 marzo, la Sala de Plenos del Ayuntamiento di La Línea de la Concepción si è riempita lentamente, come se la città stessa avesse deciso di fermarsi per ascoltare una storia che le appartiene. Tra i banchi dove si prendono le decisioni che guidano la vita quotidiana della comunità, quella mattina si è parlato di un’altra forma di responsabilità: quella verso la memoria, verso le vite che nel 1891 si infransero a pochi metri dalla costa, verso un passato che continua a chiedere ascolto.
Giornalisti, rappresentanti istituzionali, cittadini e membri della comunità italiana si sono riuniti per la presentazione del docufilm Utopía: viajes sin retorno, un’opera che non è solo cinema, ma un atto di restituzione.
Una tragedia che unisce due Paesi
A dare il benvenuto è stato Juan Franco Rodríguez, sindaco di La Línea, che con parole sentite ha ricordato come il naufragio dell’Utopía sia parte integrante dell’identità della città. Parlare di questa storia nella Sala de Plenos — il cuore istituzionale del municipio — ha conferito al momento un valore simbolico profondo: la memoria entrava ufficialmente nello spazio della rappresentanza civica.
Accanto a lui, Raquel Ñeco, in rappresentanza dell’amministrazione municipale, ha sottolineato l’impegno della città nel custodire e valorizzare questa pagina di storia condivisa, riconoscendo il ruolo che La Línea ha avuto e continua ad avere nel mantenere viva la memoria delle vittime.
Il presidente del Com.It.Es. di Madrid, Andrea Lazzari, ha poi raccontato il lungo percorso che ha portato alla realizzazione del docufilm, reso possibile grazie al contributo finanziario del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e al patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Madrid e del Consolato Generale d’Italia a Madrid. Un sostegno che ha trasformato un progetto culturale in un ponte tra comunità, istituzioni e territori.
Anche le istituzioni spagnole hanno avuto un ruolo decisivo: la Diputación de Cádiz e lo stesso Ayuntamiento de La Línea hanno sostenuto il progetto, riconoscendo il valore storico e umano di una vicenda che appartiene tanto alla Spagna quanto all’Italia.
I borghi italiani: radici, memoria e partecipazione
Una parte fondamentale del racconto è stata dedicata ai borghi italiani coinvolti nel progetto: Carovilli, Buonabitacolo, Pietrabbondante, Pomarico, Castel di Sasso e San Paolo Albanese. Da questi paesi partirono molti dei passeggeri dell’Utopía, e oggi quei territori hanno scelto di restituire voce ai loro antenati.
I sindaci di questi borghi, protagonisti del film attraverso testimonianze e contributi istituzionali, non erano presenti alla conferenza di La Línea, ma il loro ruolo è stato ricordato con gratitudine. Hanno sostenuto il progetto fin dalle prime fasi, offrendo non solo un contributo economico, ma anche archivi, memorie familiari, luoghi e soprattutto persone.
Durante le riprese, infatti, numerosi cittadini di questi borghi hanno partecipato come comparse, dando vita alle ricostruzioni degli eventi precedenti alla partenza del piroscafo. Scene di vita quotidiana, gesti antichi, abiti tradizionali, volti segnati da storie familiari: frammenti autentici che hanno dato al film una verità impossibile da simulare. In molti casi, erano discendenti diretti dei naufraghi, e la loro presenza davanti alla macchina da presa ha trasformato la ricostruzione in un atto di memoria vivente.
La visione del regista
Quando è intervenuto Pietro Mariani, la sala si è concentrata su ogni parola. Ha raccontato il lavoro di ricerca, le testimonianze raccolte, le immagini d’epoca che hanno guidato la costruzione del racconto. Poi ha aggiunto un dettaglio che ha colpito tutti: per realizzare il film, la troupe ha percorso oltre 7.000 chilometri, attraversando regioni, borghi, archivi e comunità, inseguendo le tracce di una storia dispersa tra Italia e Spagna.
Mariani ha ricordato che 35 persone compaiono nel film tra testimoni, studiosi, amministratori locali e cittadini dei borghi coinvolti. Un mosaico umano che restituisce profondità e pluralità al racconto.
Il regista ha voluto sottolineare anche il contributo decisivo di due figure chiave:
- Aldo Amati, operatore e direttore della fotografia, la cui sensibilità visiva ha dato al film un linguaggio intimo e rispettoso, capace di trasformare luoghi e volti in emozione pura.
- Il Maestro Fabio Turchetti, autore delle musiche originali, che con le sue composizioni ha aggiunto al film una dimensione emotiva profonda, fatta di suggestioni, memorie sonore e atmosfere che accompagnano lo spettatore in un viaggio interiore oltre che storico.
Mariani ha poi espresso un ringraziamento speciale a due studiosi che hanno dato al film una solidità storica e interpretativa fondamentale:
- Pina Mafodda, storica e scrittrice, che ha contribuito con ricerche, analisi e una sensibilità narrativa capace di illuminare il contesto umano del naufragio.
- Gianni Palumbo, studioso e collaboratore dell’Archivio Storico di La Línea, che ha fornito dati, documenti e una lettura rigorosa delle fonti locali, indispensabile per ricostruire la vicenda con precisione.
Infine, il regista ha rivolto un ringraziamento particolarmente sentito al Console Onorario d’Italia a Gibilterra, Patrick Canessa, che non solo ha sostenuto il progetto, ma ha partecipato al film offrendo una lettura giuridica approfondita della tragedia e delle conclusioni dei tribunali dell’epoca. Il suo contributo ha permesso di comprendere meglio il contesto legale, le responsabilità e le dinamiche istituzionali che seguirono il naufragio, aggiungendo al film una prospettiva rara e preziosa.
“Questo film,” ha concluso Mariani, “esiste grazie a un intreccio di competenze, passioni e memorie. Senza queste persone, non sarebbe stato possibile raccontare l’Utopía con la verità e l’umanità che meritava.”
Verso le celebrazioni del 16 e 17 marzo e il viaggio internazionale del film
La conferenza del 5 marzo non è stata solo un momento di presentazione. È stata l’inizio di un percorso che culminerà nelle celebrazioni del 16 e 17 marzo, quando La Línea e Gibilterra ricorderanno il 135º anniversario del naufragio dell’Utopía.
Il 17 marzo, proprio a La Línea, il docufilm vivrà la sua anteprima ufficiale. Da quel momento inizierà un viaggio che lo porterà:
- nelle principali città della Spagna,
- in Italia,
- nei 144 borghi italiani che ebbero vittime nel naufragio,
- nelle scuole, come strumento educativo sulla memoria migratoria,
- nei festival cinematografici internazionali,
- e nella rete mondiale dei Comites e delle associazioni degli italiani all’estero.
Il nuovo viaggio dell’Utopía
Quando la Sala de Plenos si è svuotata, una sensazione è rimasta sospesa nell’aria: il viaggio dell’Utopía, interrotto nel 1891, riprende oggi attraverso questo film.
Non più un viaggio di dolore, ma un viaggio di memoria.
Non più un naufragio, ma una rotta che unisce.
Il docufilm porterà nel mondo le voci dei discendenti, le ricerche degli studiosi, le immagini dei borghi, le musiche che sanno di mare e di partenze.
E così, ciò che allora non arrivò mai a destinazione, oggi trova finalmente il suo porto: la consapevolezza condivisa di una storia che appartiene a tutti.











